domenica 2 giugno 2019

2 giugno, Festa della Repubblica

'L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione', articolo 1 della Costituzione Italiana

di Maria Laura Li Puma e Giulia Giacomarra


                                                              Video da fanpage.it

La 'res pubblica', che vuol dire cosa del popolo ovvero il riconoscimento dei diritti e degli interessi dei cittadini, è la forma di governo più diffusa al mondo. Essa si caratterizza per l'elezione diretta o indiretta del capo dello Stato. 
Già nel VI a.C. il giurista e politico romano Marco Tullio Cicerone nel suo trattato de re publica affermò: 'Il popolo non è un aggregato di gente ma un insieme di persone che condividono il diritto per la tutela del proprio interesse'. Un altro passaggio importante nel corso della storia è stato quello della Rivoluzione francese del 1789. In particolare, con la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e con la nascita della prima Repubblica. Ed è per questo motivo che in Francia il 14 luglio è festa nazionale.
In Italia il Comitato di liberazione nazionale ed i partiti che lottarono per la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e fascista proposero agli italiani il referendum sulla forma di governo il 2 giugno del 1946. Quel giorno oltre 12 milioni di elettori scelsero la Repubblica. Alla votazione parteciparono anche le donne che quell'anno acquisirono per la prima volta il diritto al voto.
Da allora si svolge ogni 2 giugno a Roma la sua celebrazione. Durante il cerimoniale ufficiale si può assistere all'alzabandiera davanti all'Altare della patria e alla deposizione di una corona d'alloro da parte del capo dello Stato, mentre le Frecce tricolori sfrecciano in cielo disegnando le strisce della Bandiera italiana. Contemporaneamente si svolge una parata militare a cui partecipano tutte le forze Armate italiane e cioè, Esercito, Carabinieri, Croce rossa e Protezione civile.


sabato 1 giugno 2019

Il Pietro Domina domina anche a Londra

'To be italian in the world, we must be europeans in Italy',  Gianni Agnelli

di Marica Vaccarella   


I ragazzi del P. Domina al Tower bridge 
Londra. Una grande città che racconta la propria storia ad ogni passo. Una grande città colma di bellezze e di luoghi affascinanti. Una grande città che sa mostrare al meglio le proprie tradizioni e la propria cultura. Una grande città dove noi, classe 2/A del Liceo delle Scienze Umane dell'I.I.S. 'Pietro Domina' di Petralia Sottana, ci siamo immersi per una settimana e l’abbiamo apprezzata e amata alla follia. 
Il quattro maggio siamo partiti dal nostro piccolo paesino per recarci in una delle metropoli più grandi, quindi un vero e proprio salto di qualità. Abbiamo alloggiato allo “Stay Campus” a Colindale, un college ben attrezzato situato nella periferia di Londra. La mattina frequentavamo delle lezioni presso il college, che non sono state per niente noiose. Attraverso giochi, dialoghi con altri ragazzi stranieri e l’uso di diverse tecnologie le lezioni erano davvero divertenti e stimolavano molto all’apprendimento e alla comprensione dell’inglese. I professori erano molto gentili e disponibili.
Nel pomeriggio ci dedicavamo a girovagare per Londra. Abbiamo visitato luoghi strepitosi come: Camden Town, una zona molto pittorica e artistica; la cattedrale di San Paolo; Piccadilly Circus; Buckingham Palace (tra l’altro abbiamo anche saputo in diretta il nome del piccolo “Royal Baby”: Archie); il London Eye; l’abbazia di Westminster; la “National Gallery”; il “Natural History Museum” e il “Science Museum”; e O2 Arena, una zona molto rinomata e costosa, dove noi, grazie alla professoressa Gabriella Polito che conosceva il direttore del “Cineworld” (un cinema molto lussuoso) il signor David Spence, abbiamo potuto vedere gratis e anche nella zona VIP “Avengers: Endgame”. Inutile dire che è stato magnifico, infatti siamo usciti dalla sala meravigliati. 
Questa esperienza a Londra è stata molto formativa da tutti i punti di vista, ovviamente tralasciando il cibo che era davvero pessimo. I giorni passati lì sono sembrati volare e noi avremmo voluto che fossero durati di più. Londra è davvero spettacolare, ma, nonostante la sua bellezza, si sente sempre la mancanza della nostra amata patria, soprattutto per quanto riguarda il clima ed il cibo. Quando incontravamo italiani, o ancora meglio siciliani, ci sentivamo a casa. Poi, fra le persone, i pregiudizi non mancavano: infatti quando sentivano che eravamo italiani (ancora di più siciliani), il primo pensiero era uno: Mafia. Purtroppo sentirsi additati in questo modo all’estero non è mica bello. Infatti, noi, durante questa gita, abbiamo mantenuto in alto e con fierezza l’appartenenza alla nostra terra. E crediamo che non ci possa essere nulla di più bello e simbolico che cantare l’Inno d’Italia nelle cupe e fredde metro, a squarciagola e soprattutto con la mano sul cuore.

venerdì 31 maggio 2019

Polizzani ad Agrigento

'Il tempio della Concordia ha resistito ai secoli; la sua linea snella lo approssima al nostro concetto del bello e del gradevole, e a paragone dei templi di Paestum lo si direbbe la figura di un dio di fronte all'apparizione d'un gigante', Johann Wolfgang Von Goethe, da Viaggio in Italia

di Rachele Miranti



Gli alunni ed i professori dell'ITCAT di Polizzi Generosa
 davanti al Tempio della Concordia (AG)
La Valle dei templi ad Agrigento custodisce, tra ulivi centenari e mandorli, uno dei maggiori complessi archeologici del mediterraneo. I resti dell'antica città greca di Akragas sono uno dei tanti patrimoni mondiale dell'umanità che si trovano in Sicilia.
Il tempio della Concordia è l'unico rimasto intatto, deve il suo nome allo storico Fazello, il quale rinvenne un’iscrizione latina nelle vicinanze. L'edificio, in stile dorico, fu costruito in calcarenite locale e rivestito di stucco bianco. Nel 597 d.C. furono abbattuti due idoli pagani ed il tempio fu trasformato in basilica cristiana e successivamente fu consacrata a S.Gregorio delle Rape. Oggi è considerato, insieme al Partenone, il tempio dorico meglio conservato al mondo.
Per i ragazzi e gli insegnanti di Polizzi Generosa è stata una giornata indimenticabile. Sono stati momenti irripetibili, in cui la storia e l'arte sono diventati memoria nei cuori e nelle menti dei giovani madoniti che hanno avuto l'opportunità di visitare un luogo magico e incantato come la Valle dei templi.  





venerdì 24 maggio 2019

Tesori di Sicilia: Petralia Soprana

Petralia Soprana è stato proclamato il Borgo più bello d’Italia nell’edizione 2018/2019 dalla trasmissione di Raitre Kilimangiaro. Questa città ha origini antichissime ed è stata abitata da tantissime civiltà di epoche diverse, ecco la sua storia

di Dario Cerami 

Petralia Soprana - (foto da wikipedia.org)
Petralia Soprana fu una città fortificata dai Sicani, popolo le cui origini restano tutt’ora un mistero. Quello che è certo è che venne poi abitata dai Siculi, i quali giunsero in Sicilia e denominarono la città con il nome di “Petra”. Alcuni storici ritengono che Petralia Soprana sia stata occupata dai Fenici, ma la cosa appare poco probabile in quanto essendo abili navigatori e commercianti fondarono città essenzialmente marittime e non si inoltrarono mai nell’entroterra. Altri studiosi ritengono invece che Petra sia sorta all’epoca della colonizzazione greca. Il borgo delle Madonie ebbe con le colonie greche di Sicilia rapporti commerciali, in modo particolare con la vicina colonia greca di Himera. Sotto quella civiltà Petra coniò infatti monete proprie. Di queste ne sono state trovate molti esemplari tra cui una in bronzo che si conserva nel museo nazionale di Palermo. 
Le prime notizie certe risalgono all’epoca della prima Guerra Punica, quando i “Petrini” si schierarono a favore dei Romani. Per tale ragione Petra fu tenuta in grande considerazione. Ma Caio Cornelio Verre, governatore romano, commise ruberie e ingiustizie in tutte le città dell’isola. Petralia lo ospitò per qualche tempo nel castello sugli avanzi del quale sorge la chiesa di Santa Maria Loreto. Il popolo per difendersi dalle ingiustizie e dalle ruberie commesse da Verre chiamò Cicerone. Quest'ultimo, tornato in Sicilia per conoscere meglio i fatti e le accuse rivolte a Verre, scrisse le cosiddette “Verrine” e riuscì a farlo condannare. In occasione della sua venuta in Sicilia egli visitò anche Petra alloggiando nel castello di Loreto.
Durante le fasi che precedettero la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la Sicilia provò i traumi delle invasioni barbariche essendo stata per circa mezzo secolo percorsa e devastata da orde di Vandali. In seguito venne conquistata dagli ostrogoti e successivamente dai bizantini. Nell’827 a Petralia Soprana arrivarono i Saraceni i quali la ribattezzarono Batraliah (Pietra Alta) e la trasformarono in un centro militare importantissimo. Successivamente gli abitanti di Batraliah, allarmati dall’imminente arrivo dei normanni, riuniti nella fortezza, tennero consiglio sul modo di regolarsi e deliberarono di accogliere benignamente Ruggero cedendogli la fortezza e prestandogli ubbidienza.
Nel 1066 il Re normanno dotò Petra Heliae di torri e bastioni, rafforzò il castello del Loreto e vi edificò un altro castello a nord, fece inoltre costruire un acquedotto che dal Monte Savochella raggiungeva l’abitato. Ruggero, nei pressi del piano della Battaglia, vinse e sbaragliò con 1.000 cavalieri ben 20.000 Saraceni, in ringraziamento di tale vittoria edificò una chiesa a Petra Heliae nominandola S. Teodoro. A Petralia Soprana sorse anche un convento dei Carmelitani scalzi ritenuto uno dei più importanti della Sicilia, oggi sede del Comune.
Ruggero rafforzò la cinta muraria di Petra Heliae, di tale cinta resiste oggi solo una porta ad arco detta Porta Serij, forse perché da essa passavano i messaggeri spediti nel campo nemico in tempo di guerra. Il condottiero normanno morì nell’anno 1101 e Petralia Soprana passò al nipote Serlone. Col passaggio della Sicilia agli Svevi iniziò l’epoca feudale con la dominazione baronale. Nel 1200, al tempo dell’imperatore Federico II, Petralia venne governata da Gilberto e in seguito assegnata ad Enrico Ventimiglia per il valore mostrato nella guerra contro Carlo d’Angiò. Ad Enrico Ventimiglia successero i figli Alduino e Francesco. Nel 1396 passò alla Contea di Collesano e, successivamente, nel 1600 ai Cardona, poi ai Moncada, ai Borgia Alvarez de Toledo e ai duchi di Ferrandina Alvarez. Nel Luglio del 1943, il borgo subì un pesante cannoneggiamento da parte dell’artiglieria anglo-americana poiché intorno al paese vi erano alcune postazioni tedesche che tentavano di fermare l’avanzata degli Alleati. Durante la Seconda guerra mondiale gli abitanti di Petralia Soprana ritornarono a rifugiarsi nelle caverne naturali e in quelle scavate nella roccia. 
Con i Decreti Gullo del 1944 anche a Petralia iniziarono le occupazione delle terre, ma la reazione dei latifondisti fu feroce. Tanti contadini e sindacalisti furono uccisi dai sicari dei padroni delle terre, a Petralia Soprana fu assassinato Epifanio Li Puma promotore dell'associazione 'Madre terra'. Oggi il Borgo vive ancora di agricoltura ed allevamento, ma si sta sviluppando anche il settore turistico. Petralia si trova al centro del Parco delle Madonie, dove è possibile visitare luoghi incontaminati della natura e d'inverno raggiungere le piste da sci di Piano Battaglia (comune di Petralia Sottana). Il Borgo dei borghi è un luogo di cultura, dove è possibile gustare i piatti della tradizione culinaria siciliana e da dove si possono ammirare i colori cangianti che assume la terra con il passare delle stagioni e che si possono vedere in ogni direzione solo dal 'Balcone delle Madonie': Petralia Soprana. 

Fonte: comune.petraliasoprana.pa.it

martedì 21 maggio 2019

Steve Jobs, il visionario che rivoluzionò il mondo

Il vostro tempo è limitato. Non fatevi intrappolare dai dogmi che significano vivere con delle regole inventate da qualcun altro. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui copra il vostro cuore e il vostro intuito. Loro sanno già chi siete e cosa volete diventare. Stay hungry. Stay foolish’, Steve Jobs

di Rachele Mirante


Steve Jobs - (foto da foreverwebnews.it)
Steve Paul Jobs nasce il 24 febbraio del 1955 a Green Bay, California, da due giovani studenti universitari, i quali, decisero di darlo in adozione quando era ancora in fasce. Il padre di Steve, Jandali, era un principe arabo e, nonostante avesse una relazione con Joanna, madre di suo figlio, dovette ben presto lasciarla a causa di una decisione dei suoi genitori, i quali pretendevano che si sposasse con una giovane indiana. Quando maturarono tale scelta Joanna, che allora era ancora una studentessa universitaria, ebbe una sola pretesa prima di cedere il proprio bambino a un’altra famiglia ovvero quello che Steve fosse adottato da una coppia di laureati e quando scoprì che la futura madre adottiva non aveva finito il college e il marito neppure il liceo ella si rifiutò immediatamente di firmare le carte. Ma poi accettò in seguito quando le venne però garantito che avrebbero fatto di tutto affinché avesse potuto frequentare l’università.
Nel 1972 Steve si iscrisse a una tra le facoltà più prestigiose dell’Oregon, il Reed College. Ben presto capì però che la vita universitaria non era poi così facile da affrontare economicamente e, inoltre, si accorse che molti dei corsi che frequentava non erano poi così interessanti. Ponderò e prese in seguito la decisione si ritirarsi dai suoi studi per iniziare a frequentare così solo i corsi che effettivamente potevano interessargli quali design, informatica, calligrafia (durante il quale approfondi scrittura, lettere e caratteri), affidandosi solo alla sua curiosità e la sua intuizione.
Per risparmiare del denaro, inoltre, lasciò la camera del dormitorio facendosi ospitare da dei compagni; cominciò anche a raccogliere le bottiglie di Coca-Cola vuote, per restituirle ai rivenditori avendo in cambio 5 centesimi di deposito per comprarsi da mangiare; arrivò addirittura a percorrere circa 10 Km a piedi, per raggiungere il tempio Hare Krisnha dove la domenica si mangiava gratis. Durante questo periodo iniziò a seguire delle strambe diete (come quella che prevedeva un’alimentazione di solo mele) o a digiunare completamente per settimane.
Cominciò a lavorare per un suo amico come programmatore di videogames fino al raggiungimento di una bella somma di denaro che gli permise di intraprendere un viaggio verso l’India. Al suo ritorno, nel 1974, insieme al suo ex compagno di liceo, Steve Wazniak, fondò la “Apple computer”, società del tutto artigianale.
La via della fama non è sempre facile da percorrere. Nel 1983 Wazniak ebbe un incidente che gli cambiò per sempre la vita, al punto da lasciare la Apple per vivere in un “modo migliore”. Allora Jobs decise di affiancarsi al fondatore della Pepsi. Ciò coincise con la produzione dell’Apple III e con il suo conseguente insuccesso nel 1985 e per tale motivo Steve venne estromesso dal consiglio di amministrazione. Una cosa un po' sarcastica, venne licenziato praticamente dalla sua società.
Jobs, allora, fondò una nuova compagnia la “NeXT computer”. Più in là la Apple ebbe bisogno di rinnovarsi e contattò Jobs che propose il NeXTSTEP, ma in cambio la sua ex società doveva acquistare la NeXT, in grave crisi. Durante questo periodo continuò con la produzione di tanti nuovi prodotti. Creò, inoltre, una piattaforma musicale da associare alla Apple: l’iTunes, una piattaforma virtuale che ha rivoluzionato il mercato musicale. Nel 2004 Steve venne colpito da una forma rara, ma curabile, di tumore maligno al pancreas dal quale si riprese, ma che si ripresentò verso il 2009, portandolo alla morte nel 2011, aveva solo 56 anni. Morì così uno degli uomini più visionari del secolo scorso, un genio che ha rivoluzionato il mondo.
Durante la cerimonia di laurea di alcuni ragazzi dell’università di Oxford, Steve Jobs fece un discorso molto bello e toccante nel quale rivelò che nel corso della sua vita, quando ad esempio lasciò il college, non sapeva se stava facendo la scelta giusta o sbagliata, ma ciò divenne molto più chiaro dieci anni dopo, quando poté guardare all’indietro. Capì che le azioni che svolgiamo sono solo dei puntini, apparentemente senza significato, che non è possibile unire tra di loro guardando al futuro; e così bisogna avere fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini potranno unirsi creando un meraviglioso disegno.


giovedì 16 maggio 2019

Peppino Impastato: ‘La mafia uccide, il silenzio pure’

'Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!’, Peppino Impastato

di Rachele Miranti


Peppino Impastato - (foto da wikipedia.org)
Giuseppe Impastato, detto Peppino, nasce il 5 gennaio del 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo, da una famiglia mafiosa. Giuseppe non accettò mai il fatto che il padre fosse affiliato alle famiglie mafiose di Cinisi e fu per questo che, ancora ragazzo, venne cacciato fuori di casa. Nel 1965, aderì al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria e fondò il giornalino "L'idea socialista": su questa pubblicazione raccontò, tra l'altro, la Marcia della protesta e della pace voluta, nel 1967, da Danilo Dolci. Successivamente, Peppino lasciò il Psiup ed iniziò a collaborare come dirigente con i gruppi comunisti locali occupandosi delle battaglie dei disoccupati, degli edili e soprattutto dei contadini, che erano stati privati dei loro terreni per favorire la realizzazione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, proprio a Cinisi. Nel 1968 prese parte alle prime occupazioni e alle lotte studentescheIn seguito, aderì alla Lega, gruppo marxista - leninista. Nell'autunno del 1972 Peppino Impastato  si avvicinò a ‘Lotta Continua’ e dopo avere conosciuto Mauro Rostagno, prese parte alla maggior parte delle riunioni dei quadri dell'organizzazione.
Nel 1975 fondò 'Musica e Cultura' e, nel 1976, Radio Aut, emittente libera ed autofinanziata, con la quale denunciò i delitti e gli affari dei mafiosi locali. Nel 1978 Peppino decise di candidarsi alle elezioni comunali del suo paese nella lista di Democrazia Proletaria; poco prima delle elezioni, si occupò dell'esposizione di una mostra fotografica che documentava la devastazione del territorio messa in atto da gruppi mafiosi e speculatori.
A soli trent'anni, nella notte tra l'8 e il 9 maggio di quell'anno, Giuseppe fu assassinato: il suo corpo venne martoriato da una carica di tritolo collocata lungo i binari della ferrovia di Cinisi, che congiunge Palermo a Trapani. L'intento degli assassini era quello di simulare un attentato suicida, ma ciò non bastò a compromettere la reputazione e l'immagine di Impastato. Infatti, pochi giorni dopo, in occasione delle votazioni amministrative, venne eletto ‘simbolicamente’ al Consiglio comunale. 
La sua morte passò quasi inosservata poiché nelle stesse ore venne rinvenuto in via Caetani a Roma anche il corpo di Aldo Mordo, ucciso dalle Brigate Rosse. Successivamente l'impegno di sua madre Felicia e di suo fratello Giovanni farà sì che l'inchiesta sul suo decesso (inizialmente archiviata con una certa fretta come suicidio) venga riaperta: nel 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo riconoscerà l'origine mafiosa dell'omicidio. All'inizio degli anni Duemila vennero condannati, in quanto ritenuti i mandanti dell'omicidio, i boss Vito Palazzolo e Gaetano Badalamenti, il primo a trent'anni di reclusione, il secondo all'ergastolo. 
Peppino Impastato è stato uno dei tanti siciliani onesti che hanno dato la vita per combattere la mafia e, oggi, sono un esempio di integrità morale e di impegno sociale e civile da imitare. E' nostro dovere ricordarlo ed operare seguendo i suoi insegnamenti e le sue parole: ‘Noi - sosteneva spesso - ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!’

Fonti: centroimpastato.commam-e.itradioaut.org


venerdì 3 maggio 2019

A Polizzi Generosa l'alternanza scuola-lavoro è al servizio della comunità

'Non è la disabilità che crea l'emarginazione, ma la diversità di trattamento che all'individuo viene rivolta' 

di Michele Antonio Dino


'Polizzi Generosa è un borgo medioevale situato nel parco delle Madonie. Paese natio di noti personaggi: Giuseppe Antonio Borgese, il cardinale Rampolla, Martin Scorzese e Domenico Dolce. Da più di sessant'anni ospita l'Istituto tecnico per geometri, oggi denominato Istituto Tecnico, Costruzione, Ambiente e Territorio'. 
'L'obiettivo del progetto è: Un sentiero per tutti. L'idea di questo progetto nasce da una semplice domanda: cosa sono le barriere architettoniche? Le barriere architettoniche sono ostacoli fisici che creano disagio alla mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che hanno capacità motorie ridotte o impedite. La mancanza di accorgimenti o segnalazioni che permettano l'orientamento sono delle occasioni di pericolo per coloro che non vedono. La definizione ci viene fornita dal D.M. 236/89 che dice: Le barriere architettoniche non sono solamente quelle fisiche, ovvero risolvibili con una classica norma, il campo è molto più ampio e comprende qualunque tipo di struttura, ostacolo che crea impedimento e rende inagibile e difficilmente fruibile un luogo o un servizio'.  
'In ambito dell'alternanza scuola-lavoro gli alunni dell'Itcat di Polizzi Generosa ed in riferimento alla normativa UNI PdR 24 riguardante l'accessibilità e le strategie di orientamento all'interno di una zona verde, hanno deciso di intraprendere un percorso con l'Ente Parco delle Madonie al fine di rendere accessibile e fruibile a tutti l'area attrezzata in questione. La finalità di tale iniziativa prevede l'abbattimento delle barriere architettoniche presenti nel territorio offrendo anche a persone con disabilità la possibilità di poter usufruire sotto ogni aspetto di questo stupendo territorio. Le attività svolte dagli alunni, in collaborazione con il tutor scolastico Michele Antonio  Dino ed il tutor aziendale Rita Militi, si sono svolti in varie fasi'. 
'La prima fase è stata quella della raccolta dei dati presso l'ufficio tecnico del Parco e l'ufficio tecnico del comune di Polizzi Generosa. La seconda fase, dopo un sopralluogo nell'area in oggetto con la rappresentanza della scuola, del Parco e dell'associazione disabili per la fattibilità dei percorsi progettati, si è svolta tramite rilievo con la Stazione totale. Nella fase successiva si è proceduto con il trasferimento dei dati su un software chiamato Autocad e relativa realizzazione del progetto per tutti. Lo scopo principale di tale iniziativa è rendere fruibili a tutti l'area attrezzata, all'interno della quale è possibile trovare diversi percorsi, dove è possibile rilassarsi, mangiare qualcosa e pianificare le proprie escursioni. Tra questi vengono proposti: un punto panoramico con Drone meccanizzato per una visione a 360 gradi del paesaggio, un leggio per i non vedenti, un'area giochi all'aperto e dei percorsi sensoriali, dove chiunque possa avvicinarsi alla natura, per esplorare diversi elementi, scoprendo forme, colori e consistenza della flora all'interno del Parco. Questo percorso si è concluso con la realizzazione di un plastico in scala che riproduce l'intera area attrezzata per valutare l'impatto e la resa dell'opera progettata'.
'In varie occasione abbiamo avuto l'onore di esporre il progetto rendendone partecipe chiunque, ad esempio durante il convegno 'Break the limit' e durante l'Esperienza Insegna 2019 - Palermo Scienze. In conclusione vorremmo precisare  che questa iniziativa si è svolta nel rispetto e nella valorizzazione dell'ambiente utilizzando materiali eco-sostenibili,  che rispettano la natura del territorio oggi sempre più trascurata. Perciò anche noi vogliamo dare il nostro contributo alla lotta per il pianeta'.

Fonti: Video realizzato da Marianna Bosco con il contributo dei professori Dino Michele Antonio e Leone Giuseppe.
Alla presentazione del video hanno collaborato, in ordine di apparizione: Valentina Sireci, Gabriel D'Ippolito, Marianna Bosco e Rachele Miranti. 
Il progetto è stato realizzato dai ragazzi del IV/A Itcat di Polizzi Generosa. Al video hanno partecipato tutti i ragazzi dell'Itcat.
Sono stati utilizzati i seguenti strumenti: Strumentazioni topografiche (Stazione totale), Cad (programma per restituzione grafica), Drone.