Petralia Soprana è stato proclamato il Borgo più bello d’Italia nell’edizione 2018/2019 dalla trasmissione di Raitre Kilimangiaro. Questa città ha origini antichissime ed è
stata abitata da tantissime civiltà di epoche diverse, ecco la sua storia
di Dario Cerami
Petralia Soprana fu una
città fortificata dai Sicani, popolo le cui origini restano tutt’ora un
mistero. Quello che è certo è che venne poi abitata dai Siculi, i quali
giunsero in Sicilia e denominarono la città con il nome di “Petra”. Alcuni
storici ritengono che Petralia Soprana sia stata occupata dai Fenici, ma la
cosa appare poco probabile in quanto essendo abili navigatori e commercianti
fondarono città essenzialmente marittime e non si inoltrarono mai
nell’entroterra. Altri studiosi ritengono invece che Petra sia sorta all’epoca
della colonizzazione greca. Il borgo delle Madonie ebbe con le colonie greche
di Sicilia rapporti commerciali, in modo particolare con la vicina colonia
greca di Himera. Sotto quella civiltà Petra coniò infatti monete proprie. Di
queste ne sono state trovate molti esemplari tra cui una in bronzo che si
conserva nel museo nazionale di Palermo.
Le prime notizie certe
risalgono all’epoca della prima Guerra Punica, quando i “Petrini” si
schierarono a favore dei Romani. Per tale ragione Petra fu tenuta in grande
considerazione. Ma Caio Cornelio Verre, governatore romano, commise ruberie e ingiustizie in tutte le città dell’isola. Petralia lo ospitò
per qualche tempo nel castello sugli avanzi del quale sorge la chiesa di Santa
Maria Loreto. Il popolo per difendersi dalle ingiustizie e dalle ruberie
commesse da Verre chiamò Cicerone. Quest'ultimo, tornato in Sicilia per
conoscere meglio i fatti e le accuse rivolte a Verre, scrisse le cosiddette
“Verrine” e riuscì a farlo condannare. In occasione della sua venuta in Sicilia
egli visitò anche Petra alloggiando nel castello di Loreto.
Durante le fasi che precedettero la caduta
dell’Impero romano d’Occidente, la Sicilia provò i traumi delle invasioni
barbariche essendo stata per circa mezzo secolo percorsa e devastata da orde di
Vandali. In seguito venne conquistata dagli ostrogoti e successivamente dai
bizantini. Nell’827 a Petralia Soprana arrivarono i Saraceni
i quali la ribattezzarono Batraliah (Pietra Alta) e la trasformarono in un
centro militare importantissimo. Successivamente gli abitanti di Batraliah, allarmati
dall’imminente arrivo dei normanni, riuniti nella fortezza, tennero consiglio sul modo di
regolarsi e deliberarono di accogliere benignamente Ruggero cedendogli la
fortezza e prestandogli ubbidienza.
Nel 1066 il Re normanno dotò
Petra Heliae di torri e bastioni, rafforzò il castello del Loreto e vi edificò
un altro castello a nord, fece inoltre costruire un acquedotto che dal Monte
Savochella raggiungeva l’abitato. Ruggero, nei pressi del piano della
Battaglia, vinse e sbaragliò con 1.000 cavalieri ben 20.000 Saraceni, in
ringraziamento di tale vittoria edificò una chiesa a Petra Heliae
nominandola S. Teodoro. A Petralia Soprana sorse anche un convento dei
Carmelitani scalzi ritenuto uno dei più importanti della Sicilia, oggi sede del
Comune.
Ruggero rafforzò la cinta muraria di Petra
Heliae, di tale cinta resiste oggi solo una porta ad arco detta Porta Serij, forse
perché da essa passavano i messaggeri spediti nel campo nemico in tempo di
guerra. Il condottiero normanno morì nell’anno 1101 e Petralia Soprana passò al nipote Serlone.
Col passaggio della Sicilia agli Svevi iniziò l’epoca feudale con la
dominazione baronale. Nel 1200, al tempo dell’imperatore Federico II, Petralia
venne governata da Gilberto e in seguito assegnata ad Enrico Ventimiglia per il
valore mostrato nella guerra contro Carlo d’Angiò. Ad Enrico Ventimiglia
successero i figli Alduino e Francesco. Nel 1396 passò alla Contea di
Collesano e, successivamente, nel 1600 ai Cardona, poi ai Moncada, ai
Borgia Alvarez de Toledo e ai duchi di Ferrandina Alvarez. Nel Luglio del 1943,
il borgo subì un pesante cannoneggiamento da parte dell’artiglieria
anglo-americana poiché intorno al paese vi erano alcune postazioni tedesche che
tentavano di fermare l’avanzata degli Alleati. Durante la Seconda guerra mondiale gli abitanti di Petralia Soprana
ritornarono a rifugiarsi nelle caverne naturali e in quelle scavate nella
roccia.
Con i Decreti Gullo del 1944 anche a Petralia iniziarono le occupazione delle terre, ma la reazione dei latifondisti fu feroce. Tanti contadini e sindacalisti furono uccisi dai sicari dei padroni delle terre, a Petralia Soprana fu assassinato Epifanio Li Puma promotore dell'associazione 'Madre terra'. Oggi il Borgo vive ancora di agricoltura ed allevamento, ma si sta sviluppando anche il settore turistico. Petralia si trova al centro del Parco delle Madonie, dove è possibile visitare luoghi incontaminati della natura e d'inverno raggiungere le piste da sci di Piano Battaglia (comune di Petralia Sottana). Il Borgo dei borghi è un luogo di cultura, dove è possibile gustare i piatti della tradizione culinaria siciliana e da dove si possono ammirare i colori cangianti che assume la terra con il passare delle stagioni e che si possono vedere in ogni direzione solo dal 'Balcone delle Madonie': Petralia Soprana.
Fonte: comune.petraliasoprana.pa.it